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La "demenza" è un declino progressivo delle facoltà mentali che in intervalli più o meno lunghi causa gravi problemi al soggetto. Il 70% delle demenze progressive dell'adulto sono causate dal Morbo di Alzheimer. I soggetti con tale patologia, negli stadi più avanzati, giungono a non poter più svolgere alcuna attività autonoma. Il Morbo di Alzheimer sembra insorgere a causa della alterazione, a livello cellulare, di alcune proteine cerebrali. Ne conseguirebbe l’accumulo, nelle cellule e negli spazi intercellulari, di una proteina tossica. A livello cerebrale viene rilevata una progressiva atrofia della corteccia cerebrale, per perdita di neuroni, nell'ippocampo e nella corteccia implicata nei processi cognitivi e nella memoria. Nel progredire della patologia, i neuroni persi sono in gran parte di tipo colinergico (ovvero utilizzano, come neurotrasmettitore, acetilcolina). Non va dimenticato che esistono anche forme familiari di Morbo di Alzheimer, dovute a mutazioni cromosomiche, il cui esordio può essere particolarmente precoce. Relativamente all’incidenza della caffeina sulle capacità cognitive, Dall’Igna e coll. (Dipartimento di Biochimica dell’Università Federale di Rio Grande do Sul, Puerto Alegre, Brasile), pubblicano, nell’aprile 2003, sul British Journal Pharmacology 1, uno studio scientifico nel quale emerge che i recettori per l’adenosina A2A possono essere il bersaglio molecolare responsabile degli effetti benefici del consumo di caffeina osservati sullo sviluppo del Morbo di Alzheimer.
E nel 2007 lo stesso autore 2 dimostra – in vivo - che risulta evidente quanto la caffeine possa dimostrarsi utile per il trattamento dell’ Alzheimer.
Referenze
1 Dall'Igna OP, Porciúncula LO, Souza DO, Cunha RA, Lara DR. Neuroprotection by caffeine and adenosine A2A receptor blockade of beta-amyloid neurotoxicity.Br J Pharmacol. 2003 Apr;138(7):1207-9.
2 Dall'Igna OP, Fett P, Gomes MW, Souza DO, Cunha RA, Lara DR Caffeine and adenosine A(2a) receptor antagonists prevent beta-amyloid (25-35)-induced cognitive deficits in mice Exp Neurol. 2007 Jan;203(1):241-5. Epub 2006 Sep 27.