Caffè e Tumori del Fegato, del Pancreas, del Polmone

Tumore del fegato, tumore della colecisti e tumore dei dotti biliari

I risultati dei 4 studi di coorte e 6 studi caso-controllo, pubblicati dal 1966 al febbraio 2007 sono stati considerati in due meta-analisi pubblicate indipendentemente una dall’altra e quasi contemporaneamente da due gruppi di ricerca11,12. Entrambe le meta-analisi hanno incluso un totale di 2.260 casi di tumore del fegato (709 da studi di coorte e 1.551 da studi caso-controllo) e hanno stimano un RR complessivo di 0,59 (95% IC 0,49-0,72) per i bevitori di caffè rispetto ai non bevitori. Rispetto ai non bevitori, il RR è risultato 0,70 per i bevitori moderati e 0,45 per i forti bevitori, indicando una curva dose-risposta, uno dei criteri fondamentali per stabilire la causalità di una relazione10. Il RR è risultato 0,77 per un aumento di una tazza di caffè al giorno e i risultati sono stati molto simili negli studi di coorte e caso-controllo e nei pazienti senza e con una patologia epatica precedente al tumore, suggerendo la causalità dell’associazione. Tuttavia questa andrà confermata in studi che considerino la relazione con la durata dell’esposizione.

Ad avvalorare la causalità dell’associazione, è stato mostrato che il consumo di caffè è inversamente associato anche al rischio di cirrosi epatica13, un importante fattore di rischio del tumore del fegato, se non addirittura un livello precedente nel processo di cancerogenesi epatica. Anche tale relazione è risultata dose-dipendente, si è osservata soprattutto nella cirrosi alcolica, ma anche per essa poco si sa sulla relazione con la durata dell’esposizione.

Infine l’effetto protettivo del caffè sul fegato trova un riscontro negli studi che hanno trovato una relazione inversa tra consumo di caffè ed elevati livelli di enzimi epatici nel sangue, le transaminasi (aspartatoaminotransferasi, AST, e alanine aminotransferase, ALT), soprattutto nei forti bevitori di alcol13.

L’interpretazione di questi risultati deve tener conto di alcuni limiti di questi studi. Uno dei limiti è la cronicità delle patologie che cambia gli stili di vita dei pazienti e in particolare il consumo di caffè. Infatti i pazienti con epatopatia possono, bere meno caffè perché hanno sintomi gastrici, mentre i pazienti con epatopatia alcolica possono al contrario bere più caffè perché sostituiscono l’alcol.

Per quanto riguarda i meccanismi biologici per spiegare l’associazione inversa tra consumo di caffè e rischio di tumore del fegato, oltre alle proprietà antiossidanti del caffè, si deve ricordare che il Kahweolo e Cafestolo sia nell’uomo che nel ratto hanno effetti protettivi sulla genotossicità indotta dalla aflatossina B1, una sostanza che esplica un’azione tossica, mutagena e cancerogena a carico del fegato.

Concludendo: l’associazione inversa tra consumo di caffè e rischio di tumore del fegato sembra essere reale, anche se la causalità va confermata in studi sulla relazione tra il rischio di tumore e la durata del consumo di caffè.

Per quanto riguarda il tumore della colecisti e dei dotti biliari, vi sono solo tre studi che affrontano l’argomento: due studi non trovano alcuna relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore e uno studio trova una relazione inversa. Pertanto, sebbene i risultati siano insufficienti per stabilire il tipo di relazione, sono comunque rassicuranti.

 

Tumore del pancreas

Nel 1987 è stata pubblicata una meta-analisi dei 21 studi pubblicati fino ad allora. La meta-analisi ha trovato un leggero aumento di rischio di tumore del pancreas con un RR di 1,3 per i bevitori moderati e 1,6 per i forti bevitori rispetto ai non bevitori14. Tuttavia, in questi studi non si era tenuto conto in modo dettagliato del fumo, una variabile legata sia al consumo di caffè che al rischio del tumore del pancreas, e che poteva agire da confondente nella stima quantitativa del rischio. La Monografia della IARC del 1991 ha concluso che il caffè poteva aumentare in modo moderato il rischio di questo tumore, ma che i risultati non erano conclusivi1.

Da allora sono stati pubblicati almeno altri 21 studi, 7 di coorte e 14 caso-controllo, che nel loro complesso non hanno mostrato alcuna associazione. La discrepanza con gli studi precedenti può dipendere dai metodi più accurati utilizzati negli studi più recenti nel tenere conto dei fattori confondenti, soprattutto del fumo15.

Pertanto si può concludere che il consumo di caffè non sembra associato al rischio di tumore del pancreas e che eventuali piccole associazioni positive osservate negli studi più vecchi sono da attribuirsi al confondimento prodotto dal fumo di sigaretta.

 

Tumore della laringe e tumore del polmone

Studiare l’effetto del caffè sul rischio di tumore del polmone e della laringe non è semplice perché i due tumori sono fortemente associati al fumo, un fattore confondente. Nonostante la leggera discrepanza nei risultati la decina di studi su consumo di caffè e rischio di tumore al polmone, considerati nel loro insieme, mettono in un’assenza di relazione, soprattutto nei non fumatori e in quelli in cui è stato considerato in modo accurato l’effetto confondente del fumo.

Per il tumore della laringe le evidenze si basano su pochi dati, concordi nel non trovare alcuna relazione.