Caffè e Tumori dello stomaco e del colon retto

Tumore dello stomaco

Sono almeno 23 gli studi pubblicati tra il 1966 e il 2004 che hanno riportato dati sul consumo di caffè e rischio di tumore dello stomaco. I risultati riassunti in una meta-analisi pubblicata nel 20067 riportano che complessivamente il RR per i soggetti che consumavano più caffè rispetto a quelli che ne consumavano meno era di 0,97. L’assenza di relazione è stata trovata sia negli studi di coorte che caso-controllo, nelle varie situazioni sperimentali e nelle varie popolazioni considerate. Anche uno studio italiano pubblicato dopo la meta-analisi ha mostrato assenza di relazione.

 Tumore del colon e tumore del retto

La Monografia della IARC aveva evidenziato 4 studi di coorte che non trovavano associazione e 12 studi caso-controllo, di cui uno indicava assenza di relazione,mentre 11 indicavano un’associazione inversa, significativa in 5 studi, di cui uno mostrava anche una relazione dose-risposta inversa significativa1.

Dopo la pubblicazione della Monografia della IARC, sono stati pubblicati almeno 25 studi sulla relazione tra consumo di caffè e il rischio di tumore del colon e del retto per un totale di più di 12.000 casi di tumore. Gli studi che hanno considerato il tumore del colon e del retto insieme, in generale, non hanno trovato alcuna relazione con il consumo di caffè. Tra gli studi che hanno considerato soltanto il tumore del colon, quelli di coorte non hanno trovato relazione, mentre la maggior parte degli studi caso-controllo ha trovato un’associazione inversa tra rischio di tumore e consumo di caffè, cioè una protezione del caffè su questo tumore, simile in diversi paesi e condizioni sperimentali. Per il tumore del retto non si è osservata relazione né negli studi di coorte, né negli studi caso-controllo. Questo ha suggerito che il caffè possa proteggere dal rischio di tumore del colon. Tuttavia, la differenza dei risultati tra gli studi di coorte e caso-controllo non permette di trarre conclusioni definitive, essendo l’omogeneità dei risultati, tra vari tipi di studi, una delle condizioni per stabilire la causalità di una relazione.

Nel 1998 è stata fatta una metanalisi che valutava – nel complesso – i risultati di tutti gli studi pubblicati fino all’anno precedente, per un totale di 6.192 casi di tumore del colon-retto8. Ne è risultata una protezione complessiva sul tumore del colon del 24% nei bevitori di caffè. Tuttavia, il RR è risultato 0,97 (non significativo) per l’insieme degli studi di coorte e 0,72 per l’insieme degli studi caso-controllo. Una meta-analisi successiva, che ha considerato solo gli studi di coorte, per un totale di più di 5.400 casi, trovando un RR cumulativo di 0,91 per la categoria dei forti bevitori, rispetto ai bevitori di poco caffè. Questo risultato suggerisce un’associazione inversa ai limiti della significatività che i singoli studi non riuscivano a vedere dato l’esiguo numero di casi con il tumore del colon-retto inclusi in ogni studio9.

Concludendo, è probabile che il consumo di caffè abbia un moderato effetto protettivo sul rischio di tumore del colon e non sia associato al rischio di tumore del retto.

Per avvalorare l’ipotesi di una relazione inversa causale vi sono delle ipotesi biologiche plausibili. Oltre alla presenza di antiossidanti e sostanze antimutageniche con un generico effetto anticancerogeno, in particolare nel colon, il caffè riduce la secrezione di colesterolo e acidi biliari, stimola la secrezione di steroli neutri e aumenta la motilità intestinale. Inoltre la caffeina è un antagonista dell’adenosina, il cui recettore di tipo A3 a sua volta gioca un ruolo possibilmente protettivo nei confronti dei processi di cancerogenesi a livello intestinale10.