cafenea
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Anche le ricerche sugli effetti della caffeina contenuta nelle bevande sul concepimento e sulla fertilità non hanno fatto emergere alcuna evidenza sugli eventuali effetti negativi. Gli autori di uno studio ristretto (104 donne) hanno supposto che consumare bevande contenenti caffeina può ridurre le probabilità di concepimento (Wilcox, A. et al. Lancet, 24/31 December, 1453-1455, 1988); gli autori però commentano che su tale ricerca possono esservi degli artefatti poiché lo studio non era stato concepito per studiare gli effetti della caffeina sulla fertilità. Tali studi, infatti, non sono stati sostanziati da successive e più ampie ricerche, i cui campioni contavano 3.000 (Joesoef, M.R. et al. Lancet, 335, 136-137, 1990) e 10.000 (Olsen, J. American Journal of Epidemiology, 133, 734-739, 1991) donne, nelle quali non è emersa alcuna relazione fra il consumo di bevande contenenti caffeina e i tempi di concepimento.
Nessuna evidenza legata alla infertilità
Non esistono evidenze che supportino l’affermazione che il consumo di caffeina sia da legarsi alla infertilità in soggetti ai quali sia stata diagnosticata infertilità (Joesoef, M.R. et al. Lancet, 335, 136-137, 1990). Un ulteriore studio, pubblicato nel 1998 (Caan, B. et al. Am J Public Health, 88, 270-274, 1998) non dimostra una significativa attinenza fra il consumo regolare di caffè o quantità totale di caffeina e riduzione della fertilità.
Tempi di concepimento
Due studi retrospettivi (Hatch, E.E., Bracken, M.B. American Journal of Epidemiology, 138, 1082-1092, 1993 - Stanton, C.K. and Gray, R.H. American Journal of Epidemiology, 142, 1322-1329, 1995) furono descritti per mostrare una leggera associazione fra consumo di bevande contenenti caffeina e tempo di concepimento. Entrambi si riferivano a dati retrospettivi (fino a 10 anni prima del periodo in cui si conduceva la ricerca) relativi al consumo di bevande che contenevano caffeina. Ciò fece ammettere che i dati retrospettivi non sempre possono garantire accuratezza nei risultati perché è difficile per chiunque ricordare, fino a 10 anni addietro, esattamente tipo e quantità di qualunque cibo ingerito.
Il primo di tali studi (Hatch, E.E., Bracken, M.B. American Journal of Epidemiology, 138, 1082-1092, 1993) che includeva l’osservazione di 1.909 donne sposate, riscontrò un’incremento del rischio di concepimenti ritardati espressi come “odds ratio”(OR) equiparata ad un non consumo di caffeina, come segue: 1-150mg caffeina/giorno, OR=1.39; 151-300mg/day, OR=1.88, and over 300mg/day, OR=2.24. Questa stima di rischio fu aggiustata secondo l’ultimo metodo usato di controllo sulle nascite, il numero delle nascite pre-termine e le sigarette fumate durante l’anno prima del concepimento. Il rischio associato al minore consumo di caffè (1-2 tazze al giorno) non risultò statisticamente rilevante, ma divenne significativo laddove le tazze di caffè oltrepassavano le 2 tazze al giorno. Il secondo (Stanton, C.K. and Gray, R.H. American Journal of Epidemiology, 142, 1322-1329, 1995), arruolò 2500 donne e scoprì un significativo decremento del rischio in donne che consumavano da 3 o più tazze di caffè al giorno (>300mg caffeina/giorno) con un aggiustamento di OR a 1.83. Gli autori conclusero che un moderato consumo di caffeina non sembra avere influenza sull’eventuale fallimento del concepimento e che solo il 7% delle donne campione affermarono di consumare giornalmente oltre le tre tazze di caffè.
Caffeina, fumo e consumo d'alcol: quali i veri rischi per il concepimento?
Il consumo di caffeina è stato anche legato ad altri fattori che potrebbero influenzare il concepimento come il fumo e il consumo di alcol. Furono analizzati per questo i dati relativi a 1341 donne gravide e i risultati dimostrarono chiaramente che bere caffè non incrementa il rischio di concepimento ritardato (Alderete, E. et al. Epidemiology, 2, 168-174, 1991) nelle fumatrici rispetto a coloro che sono esposte a fumo passivo. La bassa fertilità fu studiata in una ricerca che associava consumo di te o caffè nelle fumatrici e dove il consumo di caffè era strettamente collegato alla abitudine di fumare. (Joesoef, M.R. et al. Lancet, 335, 136-137, 1990 - Olsen, J. American Journal of Epidemiology, 133, 734-739, 1991). La ricerca ha mostrato che l’abitudine al fumo può confondere i risultati e pregiudicarli, ma, a correzione effettuata, mostra chiaramente che non si evidenziano effetti negativi, o, se esistono, sono assai blandi, nelle consumatrici di caffè rispetto alla loro fertilità.