Coffee (Coffi)
Coffee (Coffi)
NO. Molti studi scientifici hanno dimostrato che il consumo di caffè, in dosi moderate, non provoca aritmie.
Sì ma l'effetto del consumo di caffè, in dosi moderate, sui soggetti ipertesi, pur consistente nell'immediato, diminuisce poco dopo in quanto l'organismo si adatta all'introduzione di caffeina controllandone gli effetti negativi sulla pressione.
SÌ. La caffeina è contenuta in molte bevande a base di cola, negli energy drink, nel the e nella cioccolata.
Dipende dal grado di ipertensione e dal consumo di altre bevande contenenti
caffeina. In ogni caso è bene mantenersi sotto il livello di 3 tazzine al giorno o consumare caffè decaffeinato.
NO se si consuma caffè filtrato o preparato all'italiana (moka o espresso). L'effetto infatti dipende dal tipo di preparazione della bevanda che permette di trattenere o meno alcuni composti ad azione ipercolesterolemizzante, cosa che accade con il consumo di caffè bollito.
NO.
SÌ se si abusa nel suo consumo.
SÌ. Se nella dieta giornaliera non esistono altri introiti di caffeina, è consigliabile un consumo moderato (non oltre 3 tazzine al giorno).
SÌ. In diversi casi si è visto che il caffè può interferire con i farmaci sia riducendo la loro efficacia che aumentando gli effetti della caffeina.
È bene quindi controllare le avvertenze riportate nel foglietto illustrativo del farmaco.
SÌ purché si consumi caffè a dosi moderate e non zuccherate.
SÌ, è possibile.
NO. È preferibile consumare il decaffeinato.
SÌ purché non contemporaneamente agli antidepressivi.
NO anzi ha una azione positiva.
NO viceversa può proteggere da questa malattia.
NO non incide negativamente, anzi può aiutare a prevenirlo.
NO. Il caffè può talvolta scacciare una crisi emicranica.
NO per la maggior parte dei tumori.
SÌ (ma ancora in dubbio) per il solo tumore della vescica.
Sembra di SÌ nei confronti del tumore del fegato e del colon.
Sembra di SÌ.
NO. Il caffè può migliorare i processi digestivi. Solo in caso di dispepsia funzionale è ragionevole moderarne il consumo a stomaco vuoto.
SÌ. Il caffè stimola la secrezione gastrica, attiva la produzione della bile e la contrazione della colecisti. Pertanto assunto dopo il pasto facilita la digestione.
NO. Qualora però vi fossero disturbi gastrici derivanti da una eccessiva secrezione gastrica (gastriti, ulcera, ecc.), è bene limitare l'assunzione di caffè oltre che di bevande gassate o alcoliche.
Chi soffre di reflusso gastroesofageo spesso riferisce bruciori retrosternali conseguenti al consumo di caffè. Questo può anche dipendere dall'azione diretta della bevanda calda su una mucosa esofagea già irritata, o da altri fattori non del tutto conosciuti: in questi casi è bene ridurne il consumo o limitarsi a 1-2 caffè decaffeinati al giorno.
SÌ ma in dose moderata (non oltre 3 tazzine al giorno). È opportuno però, in caso di ulcera peptica in fase acuta, limitarne ulteriormente il consumo, in particolare a stomaco vuoto.
NO. Anzi si è visto che tra i consumatori di caffè vi sono meno pazienti con transaminasi elevate, specialmente tra i forti bevitori di alcol.
SÌ. Un consumo regolare di caffè (non oltre 300 mg di caffeina al giorno pari a 4 tazzine) è associato ad un ridotto rischio di calcoli alla colecisti, in quanto favorisce lo svuotamento della cistifellea.
SÌ. Il caffè, anche quello decaffeinato, stimola la motilità del colon nell'arco temporale di circa 4 ore dalla sua ingestione. Pertanto il consumo di caffè deve essere tarato sulla sensibilità del paziente.
SÌ se il consumo è eccessivo.
NO se non se ne consuma troppo.
SÌ se non se ne abusa.
SÌ perché aumenta la diuresi.
SÌ. È vero. Il leggero effetto diuretico della caffeina può provocare questo stimolo.
È un effetto soggettivo da ipersensibilità individuale.
SÌ entro le 3-4 tazzine di caffè al giorno.
NO se si consuma alle dosi raccomandate (3-4 tazzine al giorno).
Assolutamente NO; la caffeina infatti non interagisce con i farmaci che curano la disfunzione erettile.
NO anzi sembrerebbe favorirla.
NO. Macchiare il latte con poco caffè non può incidere sulla iperattività.
SÌ sempre in dosi moderate.
Solo un po' in quanto fa aumentare il dispendio energetico di base.
SÌ, purché in dose moderata.
NO purché in dose moderata (< di 3 tazzine al giorno).
NO è meglio astenersi.
NO se il calcio e la vitamina D introdotti con la dieta sono sufficienti.
NO soprattutto se consumato in dosi moderate (3 tazzine al giorno)
SÌ entro le 3-4 tazzine al giorno.
SÌ.
Probabilmente solo per abitudine perché non sembra esistere alcun legame farmacologico tra l'abitudine al fumo e il consumo di caffè.
NO.
Tre sono i procedimenti: per mezzo dell'acqua, per mezzo dell'anidride carbonica, per mezzo di solventi particolari.
NO. Anzi laddove si desideri consumare un caffè in più e vi siano restrizioni legate a patologie particolari, il decaffeinato, seppur senza caffeina, apporta tutte le altre molecole benefiche (soprattutto antiossidanti) contenute in un caffè normale.
SÌ. Il caffè stimola la capacità di concentrazione, risveglia le facoltà mentali e aumenta il rendimento.
SÌ. Anche nello sport sono necessarie la concentrazione e la tonicità muscolare.
SÌ. Non è comunque una buona strategia aumentare per questo le dosi di caffè consumate.
SÌ. Non esistono controindicazioni fatto salvo il quantitativo di zucchero aggiunto per dolcificarlo.
SÌ. Il consumo di caffè sembra diminuire il rischio di diabete 2 nel periodo postmenopausale.
SÌ. L'effetto è stato riscontrato sia su donne diabetiche sia su donne sane, che consumano 4 o più tazze di caffè al giorno.
SÌ. Il caffè sembra avere un effetto protettivo in quanto riduce l'uricemia.
SÌ. Sembra che il consumo di caffè possa ridurre la pressione intraoculare.
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