cafè
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NO. Il caffè può migliorare i processi digestivi. Solo in caso di dispepsia funzionale è ragionevole moderarne il consumo a stomaco vuoto.
SÌ. Il caffè stimola la secrezione gastrica, attiva la produzione della bile e la contrazione della colecisti. Pertanto assunto dopo il pasto facilita la digestione.
NO. Qualora però vi fossero disturbi gastrici derivanti da una eccessiva secrezione gastrica (gastriti, ulcera, ecc.), è bene limitare l'assunzione di caffè oltre che di bevande gassate o alcoliche.
Chi soffre di reflusso gastroesofageo spesso riferisce bruciori retrosternali conseguenti al consumo di caffè. Questo può anche dipendere dall'azione diretta della bevanda calda su una mucosa esofagea già irritata, o da altri fattori non del tutto conosciuti: in questi casi è bene ridurne il consumo o limitarsi a 1-2 caffè decaffeinati al giorno.
SÌ ma in dose moderata (non oltre 3 tazzine al giorno). È opportuno però, in caso di ulcera peptica in fase acuta, limitarne ulteriormente il consumo, in particolare a stomaco vuoto.
NO. Anzi si è visto che tra i consumatori di caffè vi sono meno pazienti con transaminasi elevate, specialmente tra i forti bevitori di alcol.
SÌ. Un consumo regolare di caffè (non oltre 300 mg di caffeina al giorno pari a 4 tazzine) è associato ad un ridotto rischio di calcoli alla colecisti, in quanto favorisce lo svuotamento della cistifellea.
SÌ. Il caffè, anche quello decaffeinato, stimola la motilità del colon nell'arco temporale di circa 4 ore dalla sua ingestione. Pertanto il consumo di caffè deve essere tarato sulla sensibilità del paziente.
SÌ se il consumo è eccessivo.
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