SÌ. Non è comunque una buona strategia aumentare per questo le dosi di caffè consumate.

Secondo alcuni recenti studi sembra che i consumatori abituali di caffè siano meno a rischio di insorgenza del diabete di tipo 2.

SÌ. Non esistono controindicazioni fatto salvo il quantitativo di zucchero aggiunto per dolcificarlo.

SÌ. Il consumo di caffè sembra diminuire il rischio di diabete 2 nel periodo postmenopausale.

Uno studio pubblicato nel 2006 effettuato in donne nel periodo post menopausale ha evidenziato che il consumo di caffè può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 del 33%. L'acido clorogenico contenuto nel caffè infatti, sembra inibire l'assorbimento del glucosio a livello intestinale.

SÌ. L'effetto è stato riscontrato sia su donne diabetiche sia su donne sane, che consumano 4 o più tazze di caffè al giorno.

In una recente pubblicazione (maggio 2008) è stato dimostrato che le donne, sia sane, sia diabetiche, che consumano 4 o più tazze di caffè al giorno, presentano concentrazioni plasmatiche più elevate di adiponectina (ormone con effetti protettivi sull'insorgenza del diabete e sul miglioramento degli indici di sindrome metabolica).

SÌ. Il caffè sembra avere un effetto protettivo in quanto riduce l'uricemia.

Studi recenti hanno evidenziato la capacità del caffè di ridurre l'uricemia; il consumo di caffè si associa inoltre ad un minor rischio di attacchi gottosi negli uomini sopra i 40 anni. L'effetto non è legato alla caffeina, ma probabilmente ad altri componenti della bevanda. Il caffè non è quindi controindicato, ed anzi parrebbe avere un effetto protettivo.

SÌ. Sembra che il consumo di caffè possa ridurre la pressione intraoculare.

È possibile che la riduzione dello stress ossidativo, specialmente a livello mitocondriale operata dai composti polifenolici, contenuti nel caffè, abbassi la pressione intraoculare, diminuendo, perciò, il rischio delle complicanze del glaucoma.