NO. Macchiare il latte con poco caffè non può incidere sulla iperattività.

Meno di una tazzina di espresso non dovrebbe incidere sui problemi di iperattività del soggetto in quanto gli effetti psicostimolanti della caffeina si verificano solo a dosi elevate. In casi del genere è bene approfondire sia il tipo di regime alimentare del bambino, sia la vita che conduce (fisica e psicologica).

SÌ sempre in dosi moderate.

La caffeina ha la proprietà di rilasciare la muscolatura liscia. Pertanto nel dolore mestruale il consumo di caffè può attenuare le forti contrazioni uterine.

Solo un po' in quanto fa aumentare il dispendio energetico di base.

Più che bloccare l'appetito (che pure in alcuni casi si può registrare) il caffè agisce sul metabolismo stimolando la termogenesi e perciò aumentando il dispendio energetico. Inoltre migliora l'utilizzazione dell'energia da substrati lipidici. Pertanto può favorire la riduzione del peso corporeo.

SÌ, purché in dose moderata. 

Si è visto che un consumo moderato di caffè allevia sia la cefalea tensiva che l'emicrania, potenziando anche l'azione dei comuni antalgici. Al contrario un consumo eccessivo (6-8 tazze) può provocare un aumento della cefalea.

NO purché in dose moderata (< di 3 tazzine al giorno). 

È stato dimostrato che un consumo moderato di caffè non ha effetti negativi né sulla salute della gestante né su quella del nascituro.

NO è meglio astenersi.

La caffeina passa nel latte materno e quindi fa sentire i suoi effetti sul neonato. Pertanto è bene astenersi in questo periodo dal consumo di caffè o ricorrere a prodotti decaffeinati.

NO se il calcio e la vitamina D introdotti con la dieta sono sufficienti.

Nonostante la caffeina aumenti l'escrezione urinaria del calcio, gli studi più recenti hanno dimostrato che un rischio di osteoporosi esiste solo in casi di apporto insufficiente di calcio e vitamina D, e di predisposizione genetica ed esclusivamente per consumi elevati (superiori alle 4 tazzine al giorno).

NO soprattutto se consumato in dosi moderate (3 tazzine al giorno)

Non risulta che tale malattia cronico- degenerativa sia correlata al consumo di caffè in dosi moderate. Più importante è verificare lo stile di vita del soggetto e il suo regime alimentare, che influiscono sul peso corporeo.

SÌ entro le 3-4 tazzine al giorno. 

Anche se più sensibile alla caffeina, il soggetto anziano può trarne beneficio per aumentare la performance psico-fisica. Inoltre un caffè dopo il pasto riduce il calo pressorio di cui spesso gli anziani soffrono.

SÌ.

Numerose evidenze cliniche mostrano che il declino cognitivo è dimezzato nei soggetti che avevano l'abitudine di consumare regolarmente 3 tazzine di caffè al giorno.

Probabilmente solo per abitudine perché non sembra esistere alcun legame farmacologico tra l'abitudine al fumo e il consumo di caffè.

È ben noto che l'abitudine al fumo si accompagna spesso al consumo di caffè. Si sa che i tempi di dimezzamento epatici della caffeina sono ridotti nei fumatori: la nicotina accelera la clearance della caffeina mentre la caffeina non esercita alcun effetto sul metabolismo della nicotina. Non è stato però accertato se l'astinenza dal fumo si accompagni, come sarebbe logico aspettarsi, ad una diminuzione del consumo di caffè.

NO.

La caffeina non crea dipendenza. Tuttavia una interruzione brusca può fare insorgere in alcuni soggetti una leggera sindrome di astinenza, peraltro di breve durata, che può essere evitata riducendo gradualmente l'ingestione.

Tre sono i procedimenti: per mezzo dell'acqua, per mezzo dell'anidride carbonica, per mezzo di solventi particolari.

I tre procedimenti vengono effettuati sul caffè verde, pertanto con la tostatura (che avviene a elevate temperature) non resta traccia alcuna di composti estranei.

NO. Anzi laddove si desideri consumare un caffè in più e vi siano restrizioni legate a patologie particolari, il decaffeinato, seppur senza caffeina, apporta tutte le altre molecole benefiche (soprattutto antiossidanti) contenute in un caffè normale. 

SÌ. Il caffè stimola la capacità di concentrazione, risveglia le facoltà mentali e aumenta il rendimento. 

SÌ. Anche nello sport sono necessarie la concentrazione e la tonicità muscolare.

Il caffè può essere un ottimo aiuto, in quanto aumenta la capacità di svolgere lavoro muscolare specialmente per le prestazioni di lunga durata, e favorisce una maggiore contrattilità dei muscoli scheletrici.