NO se non se ne consuma troppo.

Per quanto riguarda l'apparato renale, la caffeina provoca una vasodilatazione delle arterie renali, e quindi un aumento della diuresi, nonché un incremento della concentrazione urinaria di Na e di K. Inoltre aumenta l'escrezione urinaria di calcio, per consumi superiori alle 4 tazzine di caffè al giorno e solo in soggetti con una assunzione di calcio e vitamina D particolarmente bassa o predisposti geneticamente alla osteoporosi. Di conseguenza, la eventuale controindicazione in caso di calcolosi calcica sembra riguardare soltanto quantità elevate di consumo.

SÌ se non se ne abusa. 

Il caffè diluito o infusi di te possono fare parte di un corretto regime dietetico nell'insufficienza renale cronica in quanto rallentano la progressione della malattia. Tuttavia l'abuso di caffè può avere un'azione irritante a livello renale in pazienti con insufficienza renale.

SÌ perché aumenta la diuresi.

La caffeina aumenta la diuresi riducendo probabilmente il riassorbimento tubulare del sodio e aumentando il filtrato glomerulare.

SÌ. È vero. Il leggero effetto diuretico della caffeina può provocare questo stimolo.

La vasodilatazione delle arterie renali provocata dalla caffeina (così come da composti analoghi) induce un leggero effetto diuretico creando problemi a chi soffre di incontinenza urinaria. Sembra però che al fenomeno concorra anche un effetto diretto della caffeina sul detrusore - simile all'effetto esercitato sui muscoli scheletrici - con aumento della pressione vescicale durante il suo riempimento.

È un effetto soggettivo da ipersensibilità individuale. 

Non si conoscono dati al riguardo. Si tratta probabilmente di un effetto soggettivo dovuto a ipersensibilità individuale in presenza di una preesistente infiammazione delle vie urinarie, di natura batterica o chimica.

SÌ entro le 3-4 tazzine di caffè al giorno. 

È dimostrato che 3-4 tazzine di caffè al giorno non modificano la funzione renale nei pazienti con un quadro di insufficienza lieve/moderata di questi organi.

NO se si consuma alle dosi raccomandate (3-4 tazzine al giorno). 

Il consumo moderato di caffè (300mg/die di caffeina) non incide, sia negli uomini che nelle donne, sulla riproduzione. Anzi, nei maschi alcuni studi hanno evidenziato un aumento della motilità degli spermatozoi e questo potrebbe significare un aumento della fertilità maschile.

Assolutamente NO; la caffeina infatti non interagisce con i farmaci che curano la disfunzione erettile.

Un consumo moderato di caffè non interagisce con l'assunzione di farmaci che curano la disfunzione erettile.

NO anzi sembrerebbe favorirla.

Uno studio epidemiologico, condotto su alcune migliaia di pazienti in Finlandia, non ha mostrato associazioni fra la disfunzione erettile ed il consumo di caffè. Anzi uno studio del 1990 ha dimostrato una più elevata attività sessuale nei maschi che consumavano almeno una tazza di caffè al giorno (lo stesso effetto veniva riscontrato anche per l'attività sessuale delle femmine).