Caffè, caffeina e idratazione nella popolazione generale

Bevande contenenti caffeina ed escrezione urinaria 

In uno studio3, condotto per valutare l’effetto del consumo di caffè sull’escrezione urinaria, gli autori hanno osservato un significativo aumento del volume di urina escreta nei soggetti consumatori di caffè, rispetto agli individui che assumevano la stessa quantità di acqua. Si è osservato un aumento del 41% dell’escrezione di urina nelle 24 ore quando ai partecipanti venivano somministrate sei tazze di caffè (642 mg di caffeina). Tuttavia, i soggetti si erano astenuti dal consumo di cibi e bevande contenenti caffeina per cinque giorni prima del trattamento, diventando effettivamente ‘naive’ nei confronti di questa sostanza. In queste circostanze, ci si dovrà attendere un effetto più pronunciato delle bevande contenenti caffeina, come il caffè.

In un altro studio4 si è valutato l’effetto di numerose bevande contenenti caffeina sull’idratazione. Non sono state rilevate significative differenze tra i risultati relativi a vari indicatori di idratazione, tra cui l’escrezione urinaria e le variazioni di peso, il che dimostra che lo stato di idratazione non ha subito alterazioni. Lo studio, basato su numerosi indicatori, era caratterizzato da un valido design.

Un’ulteriore rassegna basata sulla letteratura in materia5 ha permesso di concludere che l’ingestione acuta di caffeina in dosi elevate (almeno 250-300 mg, dose equivalente alla quantità presente in 2-3 tazze di caffè o 5-8 tazze di tè) dà luogo a una stimolazione di breve durata della diuresi in individui privati della caffeina per periodi dell’ordine di qualche giorno o alcune settimane. Si sviluppa, tuttavia, una tolleranza verso il leggero effetto diuretico, di breve durata, della caffeina e questi effetti risultano meno marcati in individui che consumano regolarmente tè o caffè. Dosi di caffeina equivalenti a quelle presenti in porzioni standard di tè, caffè e bevande gassate sembrano non avere effetti diuretici.

In uno studio più recente6, condotto su 59 soggetti, si è analizzata la potenziale capacità della caffeina di causare uno squilibrio idrico in tre diverse condizioni. I partecipanti hanno assunto 3 mg di caffeina per kg/peso corporeo nei giorni 1-6. Nei giorni 7-11 (fase di trattamento) i soggetti hanno assunto 0 mg, 3 mg o 6 mg di caffeina per kg/peso corporeo. Non sono state rilevate evidenze di disidratazione nei soggetti di sesso maschile sani e attivi partecipanti allo studio nelle condizioni descritte.

 

Bevande contenenti caffeina e assunzione di fluidi

Su iniziativa di un gruppo di scienziati è stato creato negli USA un “Beverage Guidance Panel” allo scopo effettuare una ricerca sistematica sulla letteratura7 riguardante le bevande, fornendo così una guida al consumatore. Per quanto concerne le bevande caffeinate, il Panel ha rilevato che un consumo di caffeina fino a 500mg/die (equivalente alla dose presente in circa 5 tazze standard di caffè) non provoca disidratazione.

Nel resconto1 di una conferenza tenutasi in Nord America si rende noto ai consumatori che il consumo di una serie di bevande caffeinate, tra cui il caffè, può contribuire a soddisfare i fabbisogni idrici dell’organismo.