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Il caffè non influisce negativamente sul picco di massa ossea e non vi è alcuna relazione fra frattura dell’anca e caffeina. Ricerche effettuate su donne la cui età media era intorno ai 63 anni e con uno stile di vita assai simile fra loro (tra cui il consumo abituale di caffè) oltre che con una storia ostetrica e ginecologica quasi identica, hanno dimostrato che non esiste correlazione fra frattura dell’anca e consumo di caffè (sia esso normale sia esso decaffeinato) e di bevande a base di cola.
L’Istituto Farmacologico Mario Negri, sulla base di tali ricerche ha concluso che la frattura dell’anca e il rischio di osteoporosi non sono correlabili all’assunzione di caffè soprattutto riferendosi all’espresso all’italiana le cui dosi di caffeina sono molto contenute. Il caffè non è pericoloso neppure durante l’adolescenza.
Uno studio condotto in Pennsylvania su un campione di ragazze seguito per sei anni dai 12 ai 18 anni bevitrici di caffè (suddivise ulteriormente in sottogruppi in base al consumo della bevanda per avere un riferimento di dose di caffeina giornaliera) ha verificato periodicamente l’aumento di massa ossea e valutato il picco osseo finale raggiunto dalle ragazze all’età di 18 anni. Dai risultati è emerso che non vi erano differenze nei tre gruppi e che la caffeina (che in un gruppo raggiungeva gli 80 mg giorno, pari a circa due espressi bar o a una tazzina di moka casalinga) non interferiva con la massa ossea. In sostanza – come molti studi hanno provato – se il caffè è associato ad una dieta che garantisca il normale apporto di calcio non vi sono alterazioni della massa ossea. |
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