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Caffè e gravidanza
Il caffè non pregiudica la capacità riproduttiva della donna e un consumo moderato non può mettere a repentaglio la gravidanza e neppure l’allattamento al seno. Lo dichiarano numerosi studiosi tra cui i ricercatori del Royal College of Midwives.

Gli autorevoli The Lancet e American Journal of Epidemiology hanno riportato due studi (il primo vedeva 3.000 donne coinvolte e il secondo 10.000) dove emerge che non esiste associazione fra il bere caffè e ritardi nel concepimento così come non vi sono correlazione con una possibile sterilità.

Relativamente al problema aborto per il quale spesso si dibatte, lo studio Mills pubblicato sul n. 269 del  Journal of American Medical Association (1993), così come il lavoro di Fenster apparso sul n. 2 di Epidemiology – nel 1991 - (con un significativo campione di donne seguite dal periodo del concepimento al termine della gravidanza), hanno fornito la conferma che non esiste rapporto fra consumo di caffè moderato (3-4 tazze giorno) e rischio di aborto.

Bere caffè in gravidanza non influisce neppure sullo sviluppo del feto (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Tale conferma arriva anche da un ulteriore studio dove venivano monitorate un gruppo di donne durante la gravidanza. Lo studio serviva a valutare gli effetti di fumo, alcool e caffeina sul feto. E’ risultato che fra le donne che consumavano considerevoli quantità di caffè non si avevano problemi sul feto, al contrario i problemi si verificavano su fumatrici e consumatrici d’alcool.

Per quanto relativo l’allattamento al seno un consumo di 4 tazze di caffè al giorno è ammesso durante il periodo d’allattamento. Secondo i ricercatori del Royal College of Midwives, anche se la caffeina passa nel matte materno, la dose è talmente minima che non comporta alcun effetto sullo sviluppo fisico e comportamentale del bambino.

Un ulteriore studio condotto per un periodo di tempo compreso fra la nascita e i 7 anni d’età sui figli di donne consumatrici di caffè durante l’allattamento, ha confermato che la caffeina non interferisce né con la crescita né con il peso e tantomeno con il quoziente intellettivo del bambino (Studio Barr – 1991 – n. 13 di Neurotoxicology and Teratology).