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Che il caffè aumenti gli indici di colesterolo ematico è argomento assai dibattuto. Alcuni studi hanno dimostrato che vi è una correlazione fra consumo di caffè e aumento della frazione LDL (ovvero della frazione cosiddetta “cattiva” di colesterolo ematico).
E’ anche vero che altre ricerche condotte sia negli USA sia in Europa hanno dimostrato l’esatto contrario chiarendo che l’aumento del colesterolo ematico non è legato tanto al consumo di caffè e alla quantità di caffeina assunta bensì dal metodo di preparazione della bevanda.
Dello stesso parere anche gli specialisti della British Hearth Foundation, secondo i quali un consumo moderato di caffè non dà problemi di colesterolo e, di conseguenza non fa aumentare il rischio cardiovascolare. Infatti nel caffè bollito sono presenti dall’1 ai 2 grammi di grassi rispetto al caffè filtrato (totalmente privo degli stessi grassi).
I composti presenti nella frazione grassa del caffè – cafeolo e cafestolo – sono i responsabili dell’aumento colesterolemico. Pertanto sono da ritenersi pericolosi, per coloro che soffrono di alti livelli di LDL, solo il caffè alla turca e il caffè bollito (il primo farebbe aumentare il colesterolo di circa 13 milligrammi per decilitro e il secondo di 19 milligrammi per decilitro). Il caffè solubile, quello fatto con la moka o l’espresso bar contengono tracce minime dei componenti succitati al punto da non influire minimamente sul tasso di colesterolo ematico. Viceversa il caffè aumenta le HDL (la parte buona del colesterolo) che ha come funzione quella di pulire le arterie diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari. |
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