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La caffeina non nuoce alla salute degli ultrasessantenni. Un consumo moderato non solo non ha alcun effetto collaterale (non altera la funzionalità cardiaca e i valori pressori, non danneggia l’apparato renale e non aumenta il rischio di osteoporosi) ma, come dimostrano numerosi e autorevoli studi, è un aiuto validissimo per aumentare la performance psicologica. Infatti dai test effettuati è risultato che gli anziani sono più sensibili alla caffeina.
Il dato, confermato da Swift e Tiplady nello studio “Psychomotor performance: investigating the dose-response relationship for caffeine and theophylline in elderly volunteers” pubblicato su European Journal Clinical Pharmacology , nel 1998, sottolinea, negli anziani, un miglioramento dell’attenzione e della capacità di concentrazione.
La caffeina aumenta la velocità con cui si apprendono le informazioni e solo per quanto relativo al sonno – nei soggetti particolarmente sensibili – può generare un sonno disturbato.
Inoltre è recente la scoperta che la caffeina può aiutare i malati di Parkinson. Lo studio “Association of coffee and caffeine intake with the risk of Parkinson disease” pubblicato su Jama nel 2000 May 24-31; 283(20): 2674-9. ha messo in luce che l’incidenza della malattia diminuisce se rapportata al consumo di caffè.
E per finire si è scoperto che dall’aroma si sprigionano circa 900 sostanze chimiche dotate di alto potere anti-ossidante. Le 900 sostanze chimiche sono volatili dal che se ne deduce che, per averne beneficio, il caffè va bevuto immediatamente appena preparato. Gli anti-ossidanti hanno la capacità di combattere e prevenire molte malattie (compreso molti tipi di cancro) e ritardano gli effetti dell’invecchiamento perché bloccano l’azione lesiva nelle cellule dei radicali liberi che sono considerati le scorie dannose dei processi vitali dell’organismo.
Recentemente si è scoperto che a essere responsabili di questa sua preziosa attività non sono soltanto i composti fenolici in esso contenuti, ma anche la caffeina. La conferma di questa proprietà è stata fornita da uno studio condotto da un’équipe di ricercatori del Bhabha Atomic Research Centre di Bombay (India), pubblicato su Biochimica et Biophysica Acta. I risultati ottenuti dimostrano che la caffeina è in grado di contrastare e prevenire i danni ossidativi a carico della membrana delle cellule dell’organismo causati dai più importanti radicali liberi. I dati ottenuti da questo studio hanno dimostrato che il potere antiossidante della caffeina è molto elevato. |
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